Richard Strauss compose Morgen! nel 1894 su una poesia di John Henry Mackay, come parte di un ciclo di Lieder per voce e pianoforte. Successivamente, ne realizzò una versione orchestrale, amplificandone le sfumature timbriche e la profondità espressiva. In questa trascrizione per arpa, clarinetto e violoncello, il brano si trasforma in un dialogo cameristico in cui la voce umana lascia spazio al clarinetto, che assume il ruolo del canto con una scrittura caratterizzata da respiri inusuali e un fraseggio sospeso, carico di attesa e lirismo.
L’arpa si fa custode dell’armonia, sostenendo il flusso melodico con delicate risonanze e arpeggi trasparenti, mentre il violoncello avvolge il clarinetto in un abbraccio sonoro, espandendo le sfumature espressive con il suo timbro caldo e profondo. In questa versione, il brano conserva la sua struggente intimità, amplificata da una nuova dimensione timbrica che esalta la purezza e la quiete contemplativa della composizione originale.
La poesia su cui si basa il Lied esprime un senso di speranza e rinnovamento, evocando un incontro promesso in un futuro luminoso, dove il silenzio e la bellezza della natura si fondono in una pace senza tempo.
Testo originale di John Henry Mackay & traduzione italiana
Morgen!
Und morgen wird die Sonne wieder scheinen
Und auf dem Wege, den ich gehen werde,
Wird uns, die Glücklichen, sie wieder einen
Inmitten dieser sonnenatmenden Erde…
Und zu dem Strand, dem weiten, wogenblauen,
Werden wir still und langsam niedersteigen,
Stumm werden wir uns in die Augen schauen,
Und auf uns sinkt des Glückes stummes Schweigen.
Domani!
E domani il sole splenderà di nuovo
E sulla via che io percorrerò
Essa ci riunirà, noi felici,
In mezzo a questa terra che respira il sole…
E verso la spiaggia, ampia e azzurra di onde,
Scenderemo silenziosi e lenti,
Ci guarderemo negli occhi senza parole,
E su di noi scenderà il silenzio muto della felicità.
